Sto riposando nel giardino di una villa. Enorme e perfettamente curato. Alla testa della siepe che borda ogni aiuola d’erba rasata di fresco, c’è un alberello dal tronco sottile e la chioma dalla forma perfettamente sferica, sagomata da cesoie esperte. Io sono appoggiato con la nuca a uno di queste soffici sfere verdi. Ma invece di essere verdi come le foglioline di pitosforo che le compongono, queste sfere sono fatte di piume color indaco. Non blu, non viola, ma proprio color indaco: quello che si vede solo nell’arcobaleno. Sono le piume degli uccelli del Paradiso -quella specie tropicale dalla lunga coda e dalla crestina vellutata- che hanno scelto le sfere scolpite nel giardino all’italiana della villa per farci il loro nido. Davanti a me c’è un distesa a perdita d’occhio di nidi indaco morbidi e lisci come velluto. E’ bellissimo mi dico, ma poi penso che insieme alle piume avrò i capelli pieni dei loro escrementi. E infatti mi alzo e mi tocco i capelli con disgusto: in effetti ho la testa piena di piccole larve bianche e ho voglia di lavarmi i capelli. Devo trovare dell’acqua, un bagno e anche se a malincuore, devo abbandonare la tranquillità di quel parco e la bellezza di quella splendida vista. C’è un treno che mi aspetta. Un lussuosissimo treno di sola prima classe, tipo Orient Express. Il capotreno ha già fischiato e devo affrettarmi a salire. Appena sono su, trovo il bagno e mi lavo la testa tutto contento. Il treno vola letteralmente sopra la città come quelli a monorotaia che si vedono solo in Giappone o nei film di fantascienza. Dai finestrini ampi e spaziosi vedo sfilare a gran velocità i tetti di Milano, le guglie del Duomo e poi Venezia, Bruges, Amsterdam in rapida successione finché il treno fa una breve sosta per il pranzo in Belgio. Di colpo fuori dalla carrozza ristorante appare un patio pieno di piante, coperto da una tenda e illuminato dalla luce di decine di candele che tremolano alla leggera brezza della sera. E’ tutto più che perfetto! E di colpo il sogno cambia.
mercoledì 27 ottobre 2010
Sogno n°6
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